giovedì 12 aprile 2007

Amore a prima vista.

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta- un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.

No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Wislawa Szymborska

mercoledì 11 aprile 2007

Versi

Stamani ho la fissa dei poeti maledetti.
Chissà perché.
Leggo notizie su Verlaine e compagni.
Verlaine mi fa tanto detersivo.
"Macchie maledette? Usa Verlaine al profumo d'oppio".
Comunque credo che mi comprerò un libro di poesie: mi piace trovare versi da cucire sulla mia vita: frasi che si riferiscono a qualcosa di personale il cui senso è sconosciuto a tutti e chiaro solo a me.
In sintesi, do un verso alla mia vita.
In realtà, la mia vita non ha un verso.
Ma prima o poi troverò il filo della matassa e mi accorgerò che, tirandolo, si scioglieranno tutti i nodi.
Poi mi siederò, guarderò il lungo filo e comincerò a riannodarlo.
Giorno, dopo giorno, dopo giorno.

Preghierina per il blog.