lunedì 10 settembre 2007

E allora dillo.

All'inizio sono normale, poi lo vedo e:
1) comincio a balbettare
2) pronuncio una serie di "ehiiii" "siii?" "ma dai" tutti con sospiro finale,
3) mi guardo la punta delle scarpe,
4) mi tocco i capelli in continuazione.
E tutta un'altra serie di cose idiote.

La migliore, venerdì sera: era un'ora che gli trotterellavo davanti, chiacchierando con due ragazze (inaspettatamente simpatiche) appena conosciute.
Lui era lì, bello come sempre.
Gli passo davanti per entrare nel locale, con in mano un bicchiere da riempire, e mi inchioda con un "Ehi ciao!".
Al che mi parte un sorriso da un orecchio all'altro, mi volto preparandomi a rispondergli, ma lui è già girato dall'altra parte, verso i suoi amici.
Che però si stanno godendo la mia espressione da deficiente, mentre cerco di mistificare la delusione guardando fuori dal locale, come se stessi aspettando qualcuno. Che non c'è.

Ma cazzo.

Riempio il bicchiere, e alla fine vado via cercando di fare la figa, a braccetto di un mio amico.
Mi saluta anche adesso, ma faccio finta di niente, perché sono figa, appunto.

Ho resistito si e no 12 ore, poi gli ho mandato un sms particolarmente educato.
"Ritieni inopportuna l'idea di prendere un caffè tra oggi e domani?"
Che stile, che classe, e che vaghezza, signori!

Dopo sei ore in cui il sospetto di essermi definitivamente sputtanata diventa sempre più concreto, arriva la risposta. Si scusa per il ritardo con il quale mi ha risposto (carino, no?), poi mi dice che per il caffè è d'accordo (rullo di tamburi), ma che è PROBABILE che FORSE avrà da LAVORARE. (Ma come? Di domenica? Perché? Sei un prete?)

Comunque, mi ha risposto FORSE CHISSà PROBABILMENTE, sì.
Solo che io ho la febbre a 38 e mezzo.
...


Questo lo dico perché poi non l'ho più visto, e voglio che sembri a causa mia.